Intervista a TT3A, startup vincitrice di StartUp Breeze 2025
30/10/25
La startup ha progettato una protesi endovascolare per il trattamento di aneurismi e dissezioni dell’aorta toracica ascendente
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La startup ha progettato una protesi endovascolare per il trattamento di aneurismi e dissezioni dell’aorta toracica ascendente
TT3A, startup attiva nel settore medicale, si è aggiudicata il riconoscimento StartUp Breeze 2025 per la proposta di business più innovativa. Per conoscere meglio la startup che ha progettato una protesi endovascolare per il trattamento di aneurismi e dissezioni dell’aorta toracica ascendente (ATAAD) abbiamo intervistato Alessandro Pizzo, Ceo di TT3A.
TT3A nasce nel 2021, ci racconta come è andata?
Se Google e Facebook sono nate in un garage, la nostra storia inizia dal classico napkin drawing: un semplice schizzo su un tovagliolo fatto nel 2021 dal medico fondatore di TT3A – il Prof. Corrado Tamburino, oggi Direttore Dipartimento Cardio-Toraco-Vascolare del Policlinico Morgagni di Catania (Pedara). Da lì è nata l’idea di un approccio totalmente nuovo e mininvasivo, basato sull’idea di unire due realtà vicine ma ancora distinte: la cardiologia interventistica e la chirurgia vascolare, in ottica interamente percutanea. Dopo una prima fase di incubazione e ideazione del dispositivo, un gruppo di investitori family & friends, provenienti principalmente dal mondo della distribuzione di dispositivi medici, ha deciso di sposare la missione dei medici fondatori: sviluppare il primo dispositivo endovascolare al mondo per il trattamento delle patologie dell’aorta ascendente, un bisogno clinico a oggi ancora insoddisfatto.
Qual è l’idea di fondo e quali sono gli elementi differenzianti del vostro prodotto?
Il nostro approccio è quello di traslare la procedura chirurgica della Bentall (sostituzione dell’aorta ascendente e della valvola aortica) in un’ottica completamente endovascolare e quindi mininvasiva, pensata per dimezzare mortalità e tempi di degenza. In pratica, uniamo due tecnologie esistenti - una valvola TAVI e uno stent graft vascolare - in un’unica struttura ottimizzata per il rilascio transcatetere, evitando così la necessità di sternotomia, bypass cardiopolmonare e arresto ipotermico profondo.
A oggi, la procedura Bentall rimane altamente invasiva: dura in media 4-6 ore, comporta un rischio chirurgico elevato e richiede fino a 80 giorni per un pieno recupero. Di conseguenza, circa il 30% dei pazienti viene considerato inoperabile o ad alto rischio - e quindi senza alcuna soluzione.
Che tipo di professionalità compongono il team?
Il team è piuttosto eterogeneo. Il CEO, con esperienza in consulenza strategica e venture capital, è affiancato da un gruppo di ingegneri biomedici con oltre 65 anni di esperienza cumulata nello sviluppo di dispositivi medici cardiovascolari. Il nostro comitato scientifico è altamente multidisciplinare, composto da rinomati cardiologi, cardiochirurghi e chirurghi vascolari di livello internazionale.
L’aorta ascendente, trovandosi all’intersezione tra chirurgia vascolare e cardiaca, richiede competenze di entrambe le discipline, e in un’ottica endovascolare come la nostra, anche una solida esperienza di cardiologia interventistica, che appunto prevale nel nostro team.
A che punto dello sviluppo del business vi trovate?
Siamo in fase di completamento della fase di R&S, che prevediamo di chiudere entro la fine del 2025 con la validazione del proof-of-concept, a seguito di numerose simulazioni su banco e di studi preliminari in vivo condotti su modelli animali e cadaverici. Nel 2026 entreremo nella fase preclinica, finalizzata al raggiungimento del design freeze, per poi procedere ai primi casi nell’uomo nel 2027.
Su che tipo di finanziamenti avete puntato finora e che tipo di supporto servirà in prospettiva futura?
Fino ad oggi abbiamo raccolto circa €1,2 milioni tra equity da un gruppo di investitori family & friends e finanziamenti non diluitivi o a fondo perduto, tra cui Invitalia Smart&Start e il Bando Dispositivi Medici della Regione Campania.
Attualmente stiamo lavorando alla raccolta di un round seed da €2 milioni, finalizzato a finanziare le attività della fase preclinica e il raggiungimento del design freeze.
Un commento su Startup Breeze e sulla vostra vittoria
Il vero valore della partecipazione a Startup Breeze è stato l’affiancamento a un mentor dedicato - nel nostro caso, una delle figure più esperte negli investimenti in ambito MedTech in Italia. Quanto alla vittoria, siamo naturalmente molto soddisfatti, sia a livello personale che per il momentum generato grazie all’organizzazione curata dalla Fondazione Toscana Life Sciences.
Ma c’è anche un messaggio più ampio: il fatto che a vincere sia stato un dispositivo cardiovascolare di classe III è una chiara testimonianza del potenziale clinico e sociale di una startup come la nostra e soprattutto del suo valore strategico in ottica M&A nel settore life sciences.
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