Home
Home

filtra per   Biotech&Pharma   Medical Device   ICT   Nutraceutica   Sanità   

HOME             

Dall'aula al paziente: la storia di UV-HEROES®. L'epica di un'idea, di un "fallimento di successo” e dell'innovazione toscana


21/07/25
Facebook logo Twitter logo LinkedIn logo

Un'idea nata preparando una lezione di igiene all’Università. Una sfida tecnologica che sembrava impossibile. Un prodotto pluripremiato a livello mondiale che, commercialmente, non ha funzionato. E un team che ha trasformato ogni ostacolo nella più grande delle lezioni. Incontriamo Gabriele Messina, Professore Associato all'Università di Siena e co-founder di egoHEALTH, per farci raccontare non solo un dispositivo medico, ma la storia di una passione che, con tenacia, ha unito ricerca e impresa

Professore, ogni grande avventura ha un punto di partenza. Qual è stato il momento esatto in cui è nata l'idea che ha portato a UV-HEROES®?

Tutto è cominciato nel modo più inaspettato, oltre 14 anni fa. Stavo preparando una lezione di igiene e mi sono imbattuto in una pubblicazione scientifica che mi ha letteralmente folgorato. Parlava della scarsa pulizia degli stetoscopi e del rischio di infezioni per i pazienti. In quel momento, una domanda si è accesa dentro di me, diventando prima un pensiero fisso, poi una vera e propria, costruttiva ossessione. "Possiamo davvero fare qualcosa per cambiare questa situazione?". La mia mente da allora è un cantiere perennemente aperto su questo progetto. Ho iniziato a studiare, a esplorare, e tra tutte le soluzioni, la luce UV mi è sembrata la promessa più grande. Ho affrontato il problema come solo un ricercatore può fare: con la fame di conoscenza e la pazienza di chi sa che ogni grande scoperta richiede un passo alla volta.

La scelta è ricaduta sulla tecnologia UV-C. Ma il percorso è stato tutt'altro che semplice, vero?

Semplice? È stato un campo minato! (sorride) Il primo pensiero è andato alle classiche lampade UV, ma ho capito subito che non erano la soluzione. La mia attenzione si è quindi spostata sui LED. Figurati il mondo è “tutto LED”, pensavo. E pensavo male, lì è iniziata la vera odissea. Il mondo dei LED UV-C era un deserto tecnologico: efficienza bassissima, difficile reperibilità, costi proibitivi. Ma più approfondivo, più mi convincevo che la chiave fosse lì. Erano piccoli, resistenti, alimentabili a batteria, ecologici. Erano perfetti. Nel 2011, con un atto di fede, ho ordinato il primo campione per fare ricerca scientifica: 250 dollari per una potenza di appena 0.3mW. A pensarci oggi mi viene da sorridere. Ma, contro ogni pronostico, funzionava. Da quel flebile raggio di luce è cominciato tutto.

Un'idea, per quanto potente, ha bisogno di gambe per camminare. Come si è formata la squadra e qual è stato il primo passo concreto?

Le rivoluzioni non si fanno da soli, si fanno con una squadra di visionari tenaci. La prima a condividere questa storia è stata la Dr.ssa Sandra Burgassi, allora tecnico di laboratorio e oggi CEO di egoHEALTH. Il progetto, come un organismo vivente, ha poi attratto persone mosse dalla stessa passione, allontanando naturalmente chi non condivideva fino in fondo la nostra visione. In questo percorso si sono uniti a noi il Prof. Gabriele Cevenini, con la sua profonda conoscenza di fisica e fotonica, e mio fratello, l'Avv. Daniele Messina, che ha dato solidità legale ai nostri sogni. egoHEALTH, costituita nel 2013, ha oggi questi tra i soci fondatori. Accanto a questo nucleo, fin dai tempi di Stet Clean, il primo prodotto, si è schierata una figura per noi fondamentale: l'Ing. Marco Tani un alleato strategico, un "elettronico vero", uno di quelli che, come me che a tre anni andavo in giro con i cacciaviti per smontare il mondo, da piccolo passava il tempo a giocare con i fili ed accendere mille luci. Ci siamo riconosciuti subito in quella passione viscerale.

Primo dispositivo? Non è UV-HEROES®?

No, il primo è stato Stet Clean, sviluppato poco dopo la fondazione di egoHEALTH insieme a Light Progress. Mi lasci spendere due parole: è stato il nostro più grande fallimento e, al tempo stesso, ha rappresentato il nostro più grande successo.

Parliamo di Stet Clean, allora. Una storia affascinante.

Può sembrare un paradosso, lo so, ma senza Stet Clean oggi non saremmo qui. Da un punto di vista commerciale, non ha sfondato. Ma strategicamente, è stata la nostra vittoria più grande. Era un progetto così innovativo che nel 2016 a Vancouver, al congresso mondiale della International Ultraviolet Association (IUVA), la società scientifica più importante a livello internazionale sugli UV, ha vinto il premio come "prodotto più innovativo al mondo con tecnologia UV". Ha vinto un Horizon di fase 1, un POR CREO e altri premi internazionali. Un progetto super premiato, acclamato dalla scienza.

Quel "fallimento" ci ha costretti a imparare sul campo ciò che nessun libro avrebbe potuto insegnarci. E questa esperienza è diventata un patrimonio inestimabile. Abbiamo imparato a dialogare con i patent attorney, a costruire una strategia di protezione internazionale. Pensi che UV-HEROES® ha tre diverse famiglie di brevetti che proteggono la nostra tecnologia nei principali mercati mondiali: dall'America del Nord (USA, Canada) all'Europa (Germania, Francia, Inghilterra), fino all'Asia e all'Oceania (Corea del Sud, Giappone, Australia), con un'ulteriore domanda PCT pronta a estendere la copertura. Oggi, l'Università di Siena, con i due Gabriele (Messina e Cevenini), ha acquisito grazie a quel percorso un know-how unico che ci rende un punto di riferimento per la consulenza industriale quando si parla di disinfezione con luce, soprattutto con tecnologie innovative. L'esperienza maturata ci permette di attrarre importanti contratti di ricerca e sviluppo per conto terzi. Questo crea un circolo virtuoso: il lavoro con le aziende accresce il nome e le attività della nostra Università, e finanzia borse di studio e di ricerca di nuove generazioni di ricercatori, qui, nel nostro Ateneo. E il Dr. Davide Amodeo è la prova vivente di questo modello: una mente eclettica che incarna il nostro spirito di modernità, unendo il rigore scientifico a risposte concrete per l'industria e adattando i test microbiologici alle sfide reali.

UV-HEROES®, quindi, è la risposta nata da quelle lezioni. Cosa lo rende rivoluzionario?

UV-HEROES® è la sintesi di tutto ciò che abbiamo imparato. Abbiamo ascoltato gli operatori sanitari, abbiamo testato e ritestato i componenti del dispositivo e gli assunti della nuova ricerca per ridurre le incertezze che ci sono sempre in ogni progetto. Ricordo ancora quando alcuni ingegneri elettronici ci dicevano che quello che volevamo fare era impossibile. Tutte le volte che mi sento dire "è impossibile", scatta in me sempre una vocina che mi dice "impossibile se si pensa secondo gli standard, ma forse se si facesse diversamente…". Ed infatti, non solo lo abbiamo reso possibile, ma abbiamo sviluppato degli approcci proprietari che garantiscono prestazioni che sulla carta sono "impossibili". Consideri che, teoricamente, è impossibile fare i 200 cicli di igienizzazione che facciamo con un set di batterie prima di cambiarle, ma all'atto pratico li facciamo, perché l'approccio che usiamo lo rende possibile! UV-HEROES® è compatto, leggero, e in poco più di due minuti inattiva oltre il 99,9% dei microbi sulla membrana dello stetoscopio.

Ma la vera rivoluzione non è solo tecnologica, è nell'accessibilità. Abbiamo lavorato senza sosta per abbattere ogni barriera, inclusa quella economica, dimezzando il prezzo rispetto al passato. UV-HEROES® costa, infatti, circa 70€, e per il lancio prevediamo un’importante scontistica. La nostra missione è eliminare ogni alibi. Se ci pensa, oggi con quella cifra non si fa più nemmeno un pieno di benzina. Ecco, per un professionista che ha a cuore la salute dei propri assistiti, che ha un briciolo di scrupolo, investire questa cifra per garantire anni di sicurezza ai propri pazienti non dovrebbe essere una scelta, ma un dovere. L'aspetto economico, semplicemente, non è più una scusa.

E per realizzarlo, avete creato un team che unisce eccellenze locali e internazionali.

La nostra forza è la squadra, io mi sento un po' "una colla" che vuole unire tra loro le persone giuste per questo progetto. È una filiera di competenze e passione. Qui in Toscana, abbiamo trovato in Massimo Maccarrone e Umberto Spinelli di EMC elettronica non dei fornitori, ma persone che hanno creduto nel progetto al punto da diventarne parte integrante, veri e propri soci nell'avventura. La loro è un'impresa giovane e dinamica con un'eccellenza produttiva che non ha nulla da invidiare a realtà internazionali ma con una reattività e una capacità di personalizzazione del prodotto che le grandi realtà internazionali non possono offrire. Poi c'è l'Ing. Alessandro Puccio, un meccanico con l’intelligenza nelle mani e co-artefice del progetto, che ci ha creduto fin da subito dedicandoci il suo tempo ed il suo talento, e che ci ha presentato Federico Bandini di Elletipi, entusiasta produttore per le meccaniche di UV-HEROES®. E per guardare al mondo, abbiamo "affascinato" Anthony Collins, affermato free lance di prodotti medicali, professionista francese che sta aprendo le porte dei mercati internazionali, non come consulente, ma come uno di noi, perché è parte del progetto.

Avete già presentato UV-HEROES® al mondo. Com'è stato accolto?

L'accoglienza è stata travolgente. Dal Maker Faire di Roma dello scorso ottobre, al Risk Forum di Arezzo di novembre, fino alla Florida International Medical Expo (FIME) di Miami di giugno. Quest'ultimo evento è stato emblematico: abbiamo partecipato come parte della delegazione dell'Università di Siena, e ci siamo trovati al centro di un interesse globale. Abbiamo dialogato con distributori dal Sud America, colpiti dalla nostra autonomia tecnologica, e con grandi gruppi ospedalieri statunitensi, interessati alla semplicità e dall'efficacia della nostra soluzione. Ovunque andiamo, vediamo negli occhi degli operatori sanitari il riconoscimento immediato del valore di ciò che abbiamo creato.

Un'ultima domanda, Professore. Cosa sogna di vedere, da qui a un anno?

Vedere UV-HEROES® nelle mani di chi ne ha bisogno. Vorrei che questo gesto diventasse un nuovo standard. Come Ignaz Semmelweis fu inizialmente deriso per aver proposto di lavarsi le mani, oggi noi insistiamo su un gesto che può sembrare piccolo ma che ha un impatto enorme sulla sicurezza dei pazienti. La letteratura scientifica è chiara: la membrana di uno stetoscopio è contaminata quanto lo sono le mani di un medico, eppure non si fa praticamente nulla per gestirla. Noi abbiamo progettato UV-HEROES® per essere "compliant" con le abitudini dell'operatore, non il contrario. Sappiamo che un medico o un infermiere non vogliono cambiare la loro routine. Per questo abbiamo creato un dispositivo che si integra perfettamente nel loro flusso di lavoro, rendendo l'igiene un gesto automatico, semplice e veloce. La scienza ci dà ragione.

E poi, a livello più personale... (sorride) Mia moglie spesso mi guarda con quell'aria perplessa di chi mi vede completamente immerso in questa avventura. Mi conosce bene e sa quanto la mia mente sia sempre lì, sul prodotto. Spesso, nelle cose della vita, ha ragione lei. Ma questa volta, spero proprio di dimostrarle che quell'idea fissa, quell'ossessione, era l'intuizione giusta.

TAGS:
0 Comments

Lascia un commento

The content of this field is kept private and will not be shown publicly.

More information about text formats

Plain text

  • No HTML tags allowed.
  • Web page addresses and e-mail addresses turn into links automatically.
  • Lines and paragraphs break automatically.

Iscriviti alla Newsletter



Articoli correlati

    • 13/05/2026  
    Frontiers Health: appuntamento il 20 e 21 ottobre a Berlino
    • 06/05/2026  
    MedFIT & BioFIT: appuntamento a Marsiglia con le edizioni 2026
    • 04/05/2026  
    StartUp Breeze 2026: aperte le candidature per startup e idee d’impresa life sciences
    • 21/04/2026  
    IAB: nasce l'Academy per le startup life sciences
  •   

    Focus dalla redazione del Distretto

    Newsletter

    Iscriviti alla newsletter per rimanere aggiornato su tutte le news, gli eventi, le opportunità del settore


    Contattaci

    presso Fondazione Toscana Life Sciences
    soggetto gestore del Distretto Toscano Scienze della Vita

    • Indirizzo: Via Fiorentina 1 – 53100 Siena - Italy
    • Email: info@scienzedellavita.it

    Redazione

    • Email: redazione@meetthelifesciences.it

    Follow us

    Privacy >

    Fondazione Toscana Life Sciences - Bando Distretti Tecnologici, Azione 1.1.6 Programma regionale Fesr 2021-2027
    Fondazione Toscana Life Sciences - Bando Distretti Tecnologici, Azione 1.1.6 Programma regionale Fesr 2021-2027